...e come disse il lampione... bisogna fare luce su questa viceda...

venerdì 26 marzo 2010

Polemiche feroci contro i "Griffin"

In America attacchi feroci contro il cartone animato "Griffin". La puntata 'incriminata' riguarda quella in cui una bambinaia intona una filastrocca ispirata all'attentato terroristico di Lockerbie, dove a causa di un'esplosione a bordo nel 1988 hanno perso la vita 270 persone. In rivolta i parenti dei deceduti: "E' stato uno scherzo di cattivo gusto".

La scena vede il protagonista Stewie sul divano con il cane Brian mentre guardano alla televisione uno show con una bambinaia che intona le filastrocche. Ad un tratto Stewie esclama: "Ecco questa è la mia preferita, si tratta del volo Pan Am di Lockerbie". A quel punto la ragazza, circondata da bambini che dormono, canta: "Piovono bagagli e bambini e gli arti, papà non torna a casa". Immediatamente sono arrivate sia alla produzione del programma che a canale televisivo Fox migliaia di proteste da parte dei parenti della vittime della strage aerea. In molti hanno minacciato di ricorrere alle vie legali perché si sono sentiti offesi nella memoria dei cari scomparsi.

Il volo Pan Am 103 il 21 dicembre 1988 era in volo da Londra verso New York, ma è scoppiato durante il tragitto a causa di un esplosivo a bordo. In quel momento l'aereo si trovava sopra Lockerbie, un paesino dellaScozia. Nel disastro aereo sono morte 270 persone su 259 passeggeri, mentre 11 cittadini di Lockerbie hanno perso la vita colpite dai rottami del velivolo. L'agente libico Abdelbaset al-Megrahi (che oggi ha 57 anni) è stato condannato all'ergastolo 2001, ma lo scorso agosto è stato scarcerato per motivi di salute.


*Fonte: TGCOM

BIMBO COSTRETTO A SPOGLIARSI, MAESTRA INDAGATA

FERRARA - Un bambino di sei anni sarebbe stato costretto a subire punizioni dai suoi compagni di un asilo pubblico in provincia di Ferrara, su decisione della maestra che poi lo denudava lasciandolo al centro della classe. Il piccolo é ora in un'altra scuola materna, mentre l'insegnante si è dimessa ed è indagata dalla procura minorile per maltrattamenti verso fanciulli. A riferirlo è il Resto del Carlino. Il fatto sarebbe avvenuto all'inizio dell'anno.

Il bambino pare fosse particolarmente irrequieto e il 5 marzo i genitori sono stati convocati d'urgenza dall'asilo per parlare del figlio. Avrebbero ricevuto un documento che attestava l'"estrema difficoltà" del piccolo "a gestire i suoi stati emotivi", con comportamenti aggressivi verso i compagni e atteggiamenti "di sfida, anche a livello fisico" rispetto alle maestre.

Ai genitori fu poi chiesto di concordare una visita da un neuropsichiatra infantile. Tre giorni dopo la famiglia chiese al dirigente del circolo didattico il trasferimento in un'altra materna, scoprendo allora, proprio dal dirigente, le punizioni a cui era sottoposto il figlio. A parlare dei fatti per la prima volta era stato il migliore amico del bambino.


*fonte: LIBERO NEWS

SASSARI, SI METTE IN FILA ALLE POSTE CON UNA BAMBOLA GONFIABILE

Ancora un episodio a sfondo erotico a Sassari. Protagonista un uomo di 35 anni che faceva la fila alle poste "accompagnato" da una bambola gonfiabile che si divertiva a masturbare. Il tutto avveniva sotto gli occhi delle altre persone che, diligentemente aspettavano il proprio turno, nell'ufficio di via Adua. Qualcuno girava lo sguardo infastidito, altri guardavano divertiti e uno si è persino preso la briga di filmare con il telefonino le performance erotiche dell'uomo con la sua fidanzata di plastica. A questo punto, l'uomo, che evidentemente riteneva venisse violata la sua privacy, ha chiamato il 113. Sul posto è intervenuto immediatamente un equipaggio della sezione Volanti di Sassari. Gli agenti stentavano a credere ai loro occhi ma hanno comunque dovuto raccogliere le testimonianze dei presenti e presentare un dettagliato rapporto ai superiori. La posizione dell'uomo, non si sa se con problemi mentali o semplicemente vittima di un colpo di sole, è ora al vaglio degli inquirenti.

* Fonte UnioneSarda

giovedì 25 marzo 2010

AUTOEROTISMO: SI INFILA UNA CORDA NEL PENE E FINISCE IN OSPEDALE

Si è infilato una corda nel pene, durante uno strano gioco auto-erotico, ma è stato poco fortunato: la corda, infatti, gli è rimasta incastrata nella vescica. Per rimuoverla, è stato necessario l'intervento dei medici.

Zhao Chenglin è un operaio di 58 anni di Chongqing, che, tanto per divertirsi un po', aveva deciso di infilarsi una corda, lunga circa 58 centimetri, nell'uretra. Una pratica che sicuramente gli avrà provocato dolore. Dopo averla spinta dentro, l'amara sorpresa: il corpo esterno non voleva saperne di uscir fuori. In pratica, all'interno della vescica si era formato una specie di nodo, che non ne consentiva la rimozione.

Prima di rivolgersi ad un medico, però, ha fatto passare due mesi. Questo perché non aveva i soldi per pagarsi un'operazione. E' stato un amico a convincerlo a chiedere l'aiuto di personale specializzato, dopo aver raccolto anche i suoi lamenti. In ospedale è stato sottoposto ad una lastra, che ha confermato la natura del guaio. La corda è stata rimossa con successo.

* Fonte Asylum

PRIMAVERA....


Finalmente la primavera sembra stia arrivando, e la vogliamo salutare con questa bellissima canzone di Marina Rei... :)

GB, RAGAZZA MALATA DI PSAS: 250 ORGASMI AL GIORNO

Non è una barzelletta ma realtà scientificamente provata: Ellie Allen, un'avvenente brunetta 28enne londinese, racconta al settimanale News of the World di soffrire della Sindrome di eccitamento sessuale permanente (Psas). In pratica la giovane ha qualcosa come 250 orgasmi al giorno, uno ogni 5 minuti. Una malattia che però non le pesa: "Il difficile è trovare un uomo che riesca a stare al mio passo".

D'altronde fino ad oggi non esistono cure per la Psas e quindi non resta che fare buon viso a cattivo gioco. E che sorrisi fa Ellie! Gli orgasmi sono completi e alcune volte esplosivi arricchiti anche da strilli. Ellie dice: "La gente pensa che avere orgasmi tutto il tempo sia piacevole, ma mi guardano come se fossi pazza perché trattengo sempre i miei gemiti oppure mi allontano via per i miei momenti privati".

E gli orgasmi le possono venire mentre sta in autobus o in auto. Una volta, racconta la giovane, ne ha avuto uno davanti a un poliziotto che l'aveva fermata a un semaforo. La PSAS è una disfunzione che comporta un maggiore flusso di sangue agli organi genitali, e i medici non sanno bene come affrontarla. Non esiste una cura specifica, ma si possono usare dei gel anestetici per intorpidire le sensazioni.

"Ogni tanto mi capita di attraversare periodi in cui gli orgasmi sono concentrati e violenti e non posso fermarmi - racconta la ragazza -. Ci sono dei segnali che mi avvisano come l'ingrossamento del seno ma non sono sufficienti." Una specie di epilessia stimolata spesso dalle vibrazioni.

"Se vado a fare shopping lo strusciamento con le altre persone mi causa attacchi. Per non parlare di scale mobili e ascensori, quelli sono insopportabili. E anche il lavoro d'ufficio mi è impossibile: le suonerie dei telefoni o anche la sola fotocopiatrice mi fanno impazzire".

E nella vita privata? "Difficile trovare un uomo che segua il mio ritmo, ma almeno li faccio tutti contenti: mi fanno raggiungere l'apice nei primi minuti e ne guadagna la loro autostima".

* Fonte Tgcom

NON RIESCE A CONQUISTARE LE DONNE E FA CAUSA AL DEODORANTE AXE

Lo slogan del deodorante in questione ultimamente recita così: “irresistibile come il cioccolato”. Se lo usi dunque le donne dovrebbero caderti ai piedi: un successo assicurato!
È solo una trovata pubblicitaria, eppure forse qualcuno ci crede davvero.
È successo a Vaibhav Bedi, un indiano di ventisei anni che ha deciso di citare per danni la nota casa produttrice di deodoranti.

Il motivo è semplice: dopo aver usato per anni il deodorante in questione si ritrova con il letto vuoto e senza donne. Questa situazione l’ha portato in uno stato di “depressione e danni psicologici". E la sua richiesta di risarcimento alla casa di produzione è di 28 mila euro… che siano tutti i soldi che ha speso in deodoranti nel corso degli anni?
“L’azienda mi ha frodato, ha dichiarato il protagonista della vicenda, perché nelle pubblicità dicono che sarai attraente per le donne se lo usi", si è difeso il ventiseienne. Non è diventato sexy nè attraente, e non è riuscito a fare sesso con nessuna donna in questi anni, è comprensibile che sia depresso.

La Corte di Nuova Delhi ha ordinato l’analisi forense dei prodotti dell'azienda in questione, e in attesa di un verdetto il povero Vaibhav Bedi continua a essere solo e sconsolato: neanche il deodorante gli ha cambiato la vita!
"Invece", ha detto, "l'ho usato per sette anni, ma non mi si è avvicinata nessuna ragazza". C’è qualche volontaria che si offre per rincuorarlo? Fatevi avanti, e magari portategli un dono un deodorante nuovo.

* Fonte CiaoPeople